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    Che cos’è il KPI? Utilizzi nel mondo dell’arte

    CHE COS’E’ IL KPI? UTILIZZI NEL MONDO DELL’ARTE

    Il KPI ovvero Key Performance Indicators, sono delle misure quantificabili per valutare l’efficacia di una certa iniziativa.

    Stabilire degli obiettivi quantificabili, in sede di progettazione di una campagna di marketing e comunicazione, ma anche di un evento o di una mostra d’arte, è fondamentale per monitorare i risultati sia in corso d’opera che al termine.

    Prima di stabilire dei KPI, bisogna avere chiari gli obiettivi da conquistare, e quindi capire quali sono i fattori chiave per raggiungerli e quali strumenti utilizzare per misurarli.

    Il marketing tradizionale utilizza degli “Indicatori di performance”, specifici per ogni canale, che possono essere adattati anche al mondo dell’arte, con le dovute precauzioni.

    Per l’arte, i risultati di una campagna o di un evento, possono infatti essere sia quantitativi (l’acquisto di un’opera, di un servizio, di un biglietto per la mostra), che qualitativi (recensioni stampa, livello di soddisfazione dei visitatori, acquisizione nuovi contatti etc.).

    Vediamo quindi in dettaglio 5 KPI specifici per il mondo dell’arte:

    ROMI (Return on marketing investment): è uno dei KPI più classici, che prende in considerazione i costi e i ricavi netti generati. Solitamente, questo si misura in percentuale, ovvero se un ente, un artista o un professionista, spende 100 per promuovere un prodotto o un servizio, e ottiene ricavi per 120, ecco che il ROMI, in questo caso, sarà del 20%.

    -Soddisfazione di pubblico/visitatori: questo è un KPI altrettanto importante nel mondo dell’arte, in quanto misura la qualità di una mostra o di un evento culturale. Misurare questo dato, vuol dire tenere in considerazione i questionari di gradimento all’interno della sede espositiva, i commenti e l’interazione sui social e sulle varie piattaforme, attraverso un punteggio che contribuisce a determinare la buona riuscita o meno di una certa iniziativa culturale.

    Soddisfazione di donatori e collezionisti: artisti e musei vivono anche e in gran parte di alcuni benefattori che immettono fondi in maniera continuativa, o di collezionisti che supportano attivamente l’artista. Per questo bisogna considerare la loro soddisfazione e il loro feedback come un elemento fondamentale.

    Risonanza mediatica: un altro KPI che misura la qualità. Un evento o una mostra culturale può avere una risonanza mediatica che va oltre le opere o i biglietti venduti. Misurare questo dato significa tenere in considerazione articoli e recensioni presenti su blog o testate giornalistiche di settore; l’accoglienza di critici, curatori, storici dell’arte ma anche di collezionisti e professionisti. Importante è anche dare un punteggio all’estensione geografica di questa risonanza: un articolo scritto dall’altra parte del mondo, se proviene da una testata prestigiosa, può valere più di cento articoli scritti da testate locali.

    -Acquisizione nuovi contatti: l’obiettivo di una campagna o di un evento può diventare anche quello di ampliare il networking della galleria o dei professionisti intorno al museo, con il fine di favorire nuovi progetti o iniziative.

    Esistono migliaia di KPI che possono essere utilizzati rispetto agli obiettivi prestabiliti, ma, nel mondo dell’arte, diventa fondamentale misurare e quantificare la “qualità” dei propri progetti, perché, il più delle volte, è un “indicatore di performance”, che premia nel lungo termine.

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